Pari dignità tra farmaci omeopatici e farmaci tradizionaliDovrà essere applicata una direttiva europea del 2006 che prevede per la messa in vendita le medesime procedure di autorizzazione richieste per i farmaci tradizionali.

 

Tutti i rimedi già in commercio, stimabili in circa 30 mila, verranno controllati dall'Aifa, l'Agenzia italiana del farmaco, e registrati in via definitiva.  Una vera rivoluzione per tutto il settore che consentirà fra l'altro ai vari produttori di introdurre nel mercato nuovi farmaci. L'Aifa dovrà applicare la direttiva europea che ha creato il Codice unico del farmaco disponendo che tutti paesi membri adottassero misure per la registrazione dei prodotti omeopatici. Con l'Aifa si sta già predisponendo il database di tutti i farmaci presenti sul mercato dal 1995. Verranno tutti registrati secondo una procedura più snella rispetto ai medicinali allopatici.

 "Malgrado la direttiva europea del 2006 negli anni scorsi non c'era molto dialogo tra produttori, ministero e Aifa - spiega Fausto Panni, presidente di Omeoimprese - Adesso siamo alla svolta, e potremmo seguire Francia e Germania. A noi interessa intanto la registrazione dei farmaci esistenti, poi la possibilità di metterne di nuovi sul mercato che dipende dalla capacità industriale di ogni singola azienda". E continua: "Ma c'è un altro aspetto importante: avere la possibilità di vendere all'estero. Oggi come aziende italiane non possiamo farlo perché i nostri prodotti non hanno un'autorizzazione definitiva ma transitoria. È stata rinnovata varie volte in questi 17 anni e adesso scade nel 2015. Ovviamente ritengo che faremo tutte le registrazioni definitive ben prima di quella data".