Cicoria comune (Cichorium intybus L.frirn. Asteraceae)  - foto:http://www.actaplantarum.orgPianta erbacea che può essere annuale, biennale o perennante; da questa specie selvatica, sono state derivate le numerose varietà di radicchio coltivato. Il fusto, che compare al secondo anno, è ramificato e può essere eretto o ramificato, può raggiungere anche i 100 cm di altezza. Le foglie sono pennatopartite con margine roncinato o dentato, si formano, nel primo anno durante l’autunno-inverno; alla base si forma una rosetta di foglie prostrata che secca alla fioritura.

CICORIA COMUNE (Cichorium intybus L.frirn. Asteraceae) I fiori, tutti ligulati, che sono di un bel colore azzurro e si riuniscono in una infiorescenza, a capolino stellato. Pianta cosmopolita, è conosciuta fin dall’antichità per cui non è facilmente collocabile la sua zona di origine; il papiro di Erbes (1550 a.C.) già ne cita l’uso; cresce spontanea nei nostri ambienti. Il nome del genere Cichoriuni potrebbe derivare dal greco Kichòreia = cicoria. Le foglie della rosetta invernale della varietà spontanea, raccolte in primavera prima della formazione del fusto, sono utilizzate in cucina per insalate fresche o cotte; in alcune zone dell’Italia meridionale esisteva il “cicoriaro” che raccoglieva la cicoria selvatica e la vendeva nei mercati. La radice, seccata e tostata, era utilizzata come sostituto del caffè: “Caffè di Prussia” (il nome da Federico il Grande di Prussia che ne favorì la produzione).

 

ZUPPA DI PANE CON CICORIA SELVATICA

 

  ZUPPA DI PANE CON CICORIA SELVATICAIngredienti per quattro persone:

otto fette di pane raffermo

erbe selvatiche ( cicoria, crespino, caccialepre, borragine, finocchio selvatico) 400 gr

olio extra vergine di oliva 

parmigiano grattugiato

sale


Far bollire in due litri di acqua le foglie di cicoria selvatica (Cichorium intybus), crespino (Sonchus oleraceus], caccialepre (Reichardia picroides), borragine (Borrago officinalis), finocchio selvatico (Foeriiculum vulgare). Verso fine cottura immergere in esse fette di pane raffermo, scolare l'acqua in eccesso e condire con abbondante olio extra vergine di oliva e parmigiano grattugiato a piacere.

 

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